Cambiare vita a 40? Per tanti é impossibile, per altri invece, no! Ecco la storia di Erica!


“No, figurati, non posso cambiare vita, ho già 28 anni, ormai sono grande… vedrai che le cose miglioreranno…”

Un anno dopo…

“Ora che ne hai 29? E’ migliorata la situazione?”

“…in effetti…no…”

“Pensa un pò, se avessi cambiato vita l’anno scorso, quando di anni ne avevi 28… avresti guadagnato un anno. Quindi quest’anno che vuoi fare? Aspetti ancora?”

“…non lo so, magari l’anno prossimo dai…”

Questo é il classico dialogo interiore che avevo con me stesso prima di cambiare direzione.

Ogni volta la soluzione era sempre quella: rimandare ad un altro anno, sperando che nel frattempo le cose sarebbero cambiate.

Ogni volta tentavo di portare avanti i miei progetti o i miei sogni a tarda sera, dopo aver destinato le energie migliori a cose di cui meno mi importava.

“Fan tutti così Paolo, devi solo aspettare il colpo di fortuna e tutto andrà bene…”

Solo che chi vive sperando…

Grazie a Why Not ho scoperto che il mondo è pieno di gente che cambia vita a qualsiasi età. 

L’età è solo un dato relativo al tempo che passa, il problema, é quando la confrontiamo, con giudizio, con quello che la società definisce giusto per quella determinata età.

20 anni? Inizia a pensare al tuo futuro;
25 anni? Trovati un lavoro ed una compagna;
30 anni? Lavoro, compagna e mutuo;
35 anni? Lavoro, compagna, mutuo e figli…

e così via fino ad arrivare a 60/65 anni, quando scatta il momento pensione, sempre che, nessuna Fornero di turno, decida di posticipare piangendo in diretta tv…

Per carità, non c’è nulla di male in quelli che rispettano quella tabella, anzi, una parte di me prova anche un pò di sana invidia per loro… forse perchè ho sempre associato quella regolarità a qualcosa di giusto e quindi di sicuro…

Difficile da spiegare, ma è come se, seguendo quegli step, camminassi su un sentiero che sai già dove ti porterà, se lo lasci invece…lasci tutto, sicurezza compresa.

Il punto è che dovremmo vivere in una società che considera positivo il cambiamento, che non giudica quello che fai dalla tua carta d’identità, che spinge la persona a ricercare la propria strada, che è felice quando una persona non soddisfatta, decide di lasciare il sentiero per vedere cosa si nasconde nella fitta foresta, dove magari, c’é un sentiero più bello, che porta ad una meta più affascinante, che fa sentire la persona più viva e di conseguenza più felice.

Ricercare la sicurezza in tutto quel che si fa è forse il modo migliore per limitare la propria crescita personale, l’insicurezza invece, ti mette alla prova, ti spinge a superare i tuoi limiti e ti trasforma in una persona migliore, più completa.

E’ bello essere testimone di storie di cambiamento, di storie che escono dall’ordinario, proprio come la storia di Erica, che a 40 anni, ascoltando se stessa, ha deciso di mollare tutto e di trasferirsi a Sydney.

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